Si celebrerà il prossimo 16 maggio la Giornata della Ristorazione 2026
Per il quarto anno l’Italia si prepara a celebrare l’evento promosso da FIPE in collaborazione con MAGENTAbureau, volto a ribadire la centralità dell’ospitalità del Bel Paese. Simbolo per questa edizione, il riso, ingrediente che unisce il mondo intero.
La ristorazione unisce, dà speranza, e attorno alla tavola si instaurano relazioni, si celebrano momenti, e ci si concede un piacere tutt’altro che accessorio nella nostra quotidianità: al contrario, è un bisogno, una necessità per l’essere umano.
Ecco perché per il quarto anno consecutivo, il prossimo 16 maggio, l’Italia intera, compresi i ristoratori e cuochi italiani all’estero, si uniranno per celebrare la Giornata della Ristorazione, l’evento promosso da FIPE-Confcommercio con la direzione artistica di Rampello&Partners in collaborazione con MAGENTAbureau, che ribadisce la centralità dell’ospitalità italiana e il ruolo cruciale della ristorazione nel tessuto economico e sociale del Paese.
L’iniziativa, insignita nel 2023 della Medaglia del Presidente della Repubblica per il suo alto valore simbolico e patrocinata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero del Turismo, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e dal Ministero della Cultura, si conferma come un evento popolare, inclusivo, solidale e profondamente etico, volto a celebrare un rinnovato sentimento di comunità attraverso la valorizzazione della cultura dell’ospitalità italiana.
Un settore, quindi, che non apporta solo valore economico, ma è a tutti gli effetti, pilastro della cultura del Buon Paese, in grado di impattare notevolmente sulla società, indispensabile per stimolare e preservare lo spirito di condivisione, senso di comunità, il convivio, la relazione. Basti pensare che, proprio quest’ultimo elemento, si manifesta, intanto, nella partecipazione di numerose associazioni impegnate a valorizzare l’iniziativa mediante attività in programma in tutto il Paese che culmineranno nella celebrazione ufficiale del 16 maggio. Tra queste ricordiamo: gli Ambasciatori del Gusto, A.M.I.R.A., l’Associazione Professionale Cuochi Italiani, CHIC, l’Unione Europea dei Cuochi, la Federazione Italiana Cuochi, Identità Golose, JRE, Le Soste, Slow Food Italia e l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, a cui si aggiungono collaborazioni preziose ed enti patrocinanti.
Un evento inclusivo, dicevamo, e infatti l’invito a partecipare è esteso non solo a ristoranti, ma anche a trattorie, osterie, pizzerie, locande, taverne, accomunati da valori che perpetuano nel lavoro di ogni giorno, uno su tutti la cultura dell’ospitalità, che esemplifica la funzione sociale dei luoghi del ristoro, la capacità di conciliare tradizione e innovazione (dal recupero delle più antiche colture agrarie all’impiego di tecniche moderne), l’ambiente – indispensabile per inscenare la grande arte dell’ospitalità -, e la qualità ed etica. Ecco che, proprio attraverso di essi si delinea l’identità di un’insegna, fino a rendere il tessuto ristorativo in Italia, tra i più sfaccettati al mondo, e perciò così apprezzati.
Ingrediente simbolo per questa edizione del 2026 è il riso, un alimento profondamente significativo che da millenni accompagna la storia dell’uomo, dall’Oriente all’Occidente, divenendo attraverso piccoli chicchi sostentamento, ma anche segno del legame tra l’uomo e il territorio che abita, identità: basti pensare alle innumerevoli declinazioni gastronomiche interpretate dalla cima alla punta dello Stivale. Chef e ristoratori, quindi, sono invitati ad aderire alla Giornata della Ristorazione 2026 compilando il form online corredato da una ricetta che vede protagonista proprio questo ingrediente, lasciando massima libertà di espressione a ciascun interprete (per maggiori informazioni e per aderire, clicca qui).
Ultimo, ma non per ordine d’importanza, la Giornata della Ristorazione ribadisce il profondo legame tra educazione e ristorazione. Missione di FIPE è, infatti, quella di avvicinare i giovani alla consapevolezza del significato profondo della ristorazione italiana. L’obiettivo delle attività organizzate nelle scuole è promuovere la crescita di una generazione consapevole, capace di valorizzare la cultura dell’ospitalità.
Chef e imprenditori del mondo della ristorazione incontreranno gli alunni delle scuole primarie, presenti in tutto il territorio italiano. Ogni personalità sarà portavoce di un tema speciale volto a trasmettere ai bambini l’importanza del legame tra memoria, emozioni e cibo.
Per il quarto anno l’Italia si prepara a celebrare l’evento promosso da FIPE in collaborazione con MAGENTAbureau, volto a ribadire la centralità dell’ospitalità del Bel Paese. Simbolo per questa edizione, il riso, ingrediente che unisce il mondo intero.
La ristorazione unisce, dà speranza, e attorno alla tavola si instaurano relazioni, si celebrano momenti, e ci si concede un piacere tutt’altro che accessorio nella nostra quotidianità: al contrario, è un bisogno, una necessità per l’essere umano.
Ecco perché per il quarto anno consecutivo, il prossimo 16 maggio, l’Italia intera, compresi i ristoratori e cuochi italiani all’estero, si uniranno per celebrare la Giornata della Ristorazione, l’evento promosso da FIPE-Confcommercio con la direzione artistica di Rampello&Partners in collaborazione con MAGENTAbureau, che ribadisce la centralità dell’ospitalità italiana e il ruolo cruciale della ristorazione nel tessuto economico e sociale del Paese.
L’iniziativa, insignita nel 2023 della Medaglia del Presidente della Repubblica per il suo alto valore simbolico e patrocinata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero del Turismo, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e dal Ministero della Cultura, si conferma come un evento popolare, inclusivo, solidale e profondamente etico, volto a celebrare un rinnovato sentimento di comunità attraverso la valorizzazione della cultura dell’ospitalità italiana.
Un settore, quindi, che non apporta solo valore economico, ma è a tutti gli effetti, pilastro della cultura del Buon Paese, in grado di impattare notevolmente sulla società, indispensabile per stimolare e preservare lo spirito di condivisione, senso di comunità, il convivio, la relazione. Basti pensare che, proprio quest’ultimo elemento, si manifesta, intanto, nella partecipazione di numerose associazioni impegnate a valorizzare l’iniziativa mediante attività in programma in tutto il Paese che culmineranno nella celebrazione ufficiale del 16 maggio. Tra queste ricordiamo: gli Ambasciatori del Gusto, A.M.I.R.A., l’Associazione Professionale Cuochi Italiani, CHIC, l’Unione Europea dei Cuochi, la Federazione Italiana Cuochi, Identità Golose, JRE, Le Soste, Slow Food Italia e l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, a cui si aggiungono collaborazioni preziose ed enti patrocinanti.
Un evento inclusivo, dicevamo, e infatti l’invito a partecipare è esteso non solo a ristoranti, ma anche a trattorie, osterie, pizzerie, locande, taverne, accomunati da valori che perpetuano nel lavoro di ogni giorno, uno su tutti la cultura dell’ospitalità, che esemplifica la funzione sociale dei luoghi del ristoro, la capacità di conciliare tradizione e innovazione (dal recupero delle più antiche colture agrarie all’impiego di tecniche moderne), l’ambiente – indispensabile per inscenare la grande arte dell’ospitalità -, e la qualità ed etica. Ecco che, proprio attraverso di essi si delinea l’identità di un’insegna, fino a rendere il tessuto ristorativo in Italia, tra i più sfaccettati al mondo, e perciò così apprezzati.
Ingrediente simbolo per questa edizione del 2026 è il riso, un alimento profondamente significativo che da millenni accompagna la storia dell’uomo, dall’Oriente all’Occidente, divenendo attraverso piccoli chicchi sostentamento, ma anche segno del legame tra l’uomo e il territorio che abita, identità: basti pensare alle innumerevoli declinazioni gastronomiche interpretate dalla cima alla punta dello Stivale. Chef e ristoratori, quindi, sono invitati ad aderire alla Giornata della Ristorazione 2026 compilando il form online corredato da una ricetta che vede protagonista proprio questo ingrediente, lasciando massima libertà di espressione a ciascun interprete (per maggiori informazioni e per aderire, clicca qui).
Ultimo, ma non per ordine d’importanza, la Giornata della Ristorazione ribadisce il profondo legame tra educazione e ristorazione. Missione di FIPE è, infatti, quella di avvicinare i giovani alla consapevolezza del significato profondo della ristorazione italiana. L’obiettivo delle attività organizzate nelle scuole è promuovere la crescita di una generazione consapevole, capace di valorizzare la cultura dell’ospitalità.
Chef e imprenditori del mondo della ristorazione incontreranno gli alunni delle scuole primarie, presenti in tutto il territorio italiano. Ogni personalità sarà portavoce di un tema speciale volto a trasmettere ai bambini l’importanza del legame tra memoria, emozioni e cibo.